Chiara & Gianni
08 settembre 2012
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Cerimonia

Chiara & Gianni
annunciano il loro matrimonio il
08/09/2012
Santuario di Santa Vittoria Monteleone sabino Rieti

Posta su un terrazzamento artificiale alle pendici di Colle Foro, la chiesa attuale risulta in massima parte di forme romaniche (XI secolo) con grandi interventi (fianchi ed abside) riferibili soprattutto all'opera degli Orsini, feudatari locali, nella seconda metà del XV secolo.

L'edificio è preceduto da un bel piazzale erboso, delimitato ed abbellito da pezzi in pietra rinvenuti in sito e nei dintorni, fra cui rocchi di colonna, architravi con o senza decorazioni, tre leoni funerari, epigrafi, ecc. Sulla destra due ambienti con portico, in gran parte ripristinati nelle forme attuali da un recente restauro, costituiscono forse ciò che rimane della canonica.

La facciata, più stretta del corpo della chiesa, corrispondendo infatti solo alla navata centrale e a quella destra, è interamente rivestita in pietra e marmo, con l'inserimento di elementi più antichi.

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Ciò che nella Chiesa di Santa Vittoria merita particolare attenzione sono le catacombe che ne costituiscono il primo elemento storico ed archeologico. La parte della chiesa che sembra più antica è proprio quella dove si trova l'entrata delle catacombe, cioè alla fine della navata di destra prima del presbiterio. Vi si entra dalla navata centrale per una stretta porticina.

Santa Vittoria, storia e leggenda

Santa Vittoria era una giovinetta, orfana, di nobile famiglia di Trebula Mutuesca (ora Monteleone Sabino), fiorente città del popolo degli antichi Sabini, patria di Lucio Mummio. Attorno all'anno 250, sotto l'imperatore Decio, si convertì al cristianesimo. Secondo una leggenda sviluppata nel corso del V secolo, ai tempi di Santa Vittoria nella zona c'era un orribile drago annidato in una grotta che seminava morte e terrore. Vittoria riuscì a cacciarlo via con la forza della fede, e per questo la popolazione del municipium di Trebula si convertì in massa.

Malgrado la fama acquisita con l'impresa, Vittoria fu allora invitata dal funzionario Taliarco ad abbandonare il cristianesimo ed a venerare la Dea Diana. Al suo rifiuto venne uccisa con un colpo di pugnale. Dopo un lutto di 7 giorni la Santa fu seppellita nella grotta del drago e lì venerata. Questa leggenda, sviluppata nel corso del V secolo, dovrebbe contenere il ricordo della vittoria del cristianesimo sul paganesimo, rappresentato come drago (i draghi dell'immaginario altomedioevale spesso hanno ilcorpo del serpente e la dea Angizia raffigurata con l'animale, venerata a Trebula).

Il culto della Santa si sviluppò subito, già in epoca tardo antica, data la presenza di catacombe nel sito della sua sepoltura. Sul luogo della sepoltura sorse ben presto un sacello, mentre una chiesa fu eretta probabilmente nell'VIII secolo, sotto la tutela della potente e vicina Abbazia di Farfa. Troviamo menzionata, infatti, la chiesa trebulana in vari documenti farfensi del IX secolo, che riportano le proprietà abbaziali.

La chiesa fu ricostruita nell'XI secolo, più volte restaurata. Oggi il luogo di culto dedicato a Santa Vittoria è una delle chiese romaniche più belle del centro Italia. All'interno, oltre al sarcofago che fu di Santa Vittoria possiamo ammirare una cisterna. Le acque, ivi raccolte - secondo la leggenda, sgorgarono al momento del martirio di Santa Vittoria.

Con le invasioni saracene, le reliquie della Santa furono traslata prima a Farfa, poi nelle Marche, con varie dispersioni in molte sedi diverse (Subiaco, Bagnoregio, Pisoniano, ecc.).

Nella chiesa parrocchiale di Monteleone Sabino c'è un altare dedicato alla Santa. Sopra di esso vi è un quadro con dentro dei veli di seta coi quali fu avvolto il corpo di Santa Vittoria e sotto l'altare sono raccolte alcune ossa della Santa, queste reliquie sono state prese dal sarcofago marmoreo del Santuario di Santa Vittoria in Matenano.


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